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II° Circolo Didattico - Carovigno pagina 1 ---- pag. 20 / pag. 22
 
 
Un film da vedere:  "La gang del bosco"
Una sera un procione di nome RJ, non riuscendo a prendere un pacco di patatine dal distributore automatico, decide di rubare il cibo ad un orso in letargo. Ma l’orso ad un tratto si sveglia e nel rincorrere il procione spinge il cibo che va a finire sotto un camion. L’orso si infuria e fa promettere al procione che entro una settimana deve riportargli tutto ciò che ha perso.
Triste e malinconico RJ pensa a come poter risolvere la situazione e si trova così in un giardino comunale, all’interno del quale si svegliava dal letargo un gruppo di animali: una tartaruga, uno scoiattolo, una puzzola, una famiglia di istrici e due opossum che si accorgono che la città si è ingrandita e che una grandissima e lunghissima siepe li tiene prigionieri nel bosco.
Gli animali sono preoccupati perché non sanno più dove trovare il cibo. Ad un tratto RJ che aveva assistito alla conversazione degli animali pensa di approfittare di loro per recuperare il cibo. Allora si fa avanti e dice tutto quello che sa del territorio e di quello che è successo durante l’inverno oltre quella siepe. Trascorsi alcuni giorni, il gruppo ha trovato, dopo molte disavventure, tutto quello che il procione deve riportare all’orso, ma non hanno capito che RJ sta mentendo. Dopo essersi chiariti RJ ha capito che non c’era bisogno di mentire.
Dalla visione di questo cartoon abbiamo capito che gli animali mangiano per vivere, mentre spesso gli uomini vivono per mangiare e che in famiglia ci si aiuta senza secondi fini!!!
Giuseppe Colucci e Marco Lanzilotti IV C
   
Uno spettacolo indimenticabile!!!
Il quattro dicembre siamo andati in palestra per vedere lo spettacolo dei palloncini “Balloon Art”. Il mago Zucchino prima di iniziare lo spettacolo ha gonfiato alcuni palloncini. Con un palloncino ha realizzato un barboncino e lo ha regalato alla maestra Liliana. Ha fatto poi il cane di Topolino, Pluto, un cavallo a dondolo, un cigno e tanti altri animali.
Abbiamo visto la bacchetta del mago che si chiamava Valentina. Un bambino l’ha presa in mano e la bacchetta si è piegata come per magia. Il mago gli ha dato altre bacchette più grosse e le ha sistemate due sotto le ascelle, una tra le gambe, un’altra sotto il mento. Poi le ha tolte facendo una battuta spiritosa.
E’ stato il giorno più bello della mia vita!
Oronzo Leone IV D
 
   
 
Perché le comete si chiamano così?
La parola cometa proviene dall’antica lingua greca: la parola Kome significava “chioma” e, quindi, cometa significa “stella con la chioma”.

Come si forma la coda delle comete?
Il Sole emette dalla sua superficie un intenso “vento solare”, una corrente continua di particelle di energia che si irradiano in tutte le direzioni. E’ proprio questa corrente la responsabile della coda: essa, infatti, spinge all’indietro i gas e i detriti che compongono la scia. Anche quando la cometa, oltrepassando il Sole nella sua corsa, se ne allontana, il vento solare spinge all’indietro la coda: si ha così l’impressione che la cometa viaggi “all’indietro”.
   
 
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